L’inchino

Quando la strada è in salita,
raccogli in un sacchetto la fatica.
Il sole asciuga il tuo sudore,
pennellerá le guancie di colore.
Un ramo blocca il tuo cammino,
girargli intorno pian pianino.
Discesa pesa e fa paura,
stiamo arrivando giù in pianura.
Abbiamo girato tutta la valle,
papá Dandy e Peter sulle spalle.
.

Grotta di rose

In cima alla collina di Gran Ciliegio, percorrendo valli di grappoli e spighe, vivono due esseri.  È frequente vederli uno sopra l’altro, con gambe sulle spalle e braccia attorno al collo, incastrati come rami di alberi cresciuti insieme. Si affacciano sullo specchio d’acqua uscendo dalla grotta di rose bianche che li protegge. Un anno è ormai passato.

Piccoli e grandi

Sei piccolo per camminare da solo in questa pineta
Sei grande per contemplare il silenzio come un asceta
Sono piccolo tra questi alberi che hanno una A ma non una Z
Sono grande per abbracciarti e portarti in spalla come un atleta
Sono piccoli per essere visti con un cannocchiale da un altro pianeta
Sono grandi per rinfrescarci e custodire un’aria segreta
.

Avvolti nella neve

peter-neve

Cosa pensa Peter avvolto nel suo fagotto giallo?
Chi ce l’ha regalato non sapeva ancora se sarebbe stato Pietro o Nina.
Accarezza la neve per la prima volta: nessuna risata, nessun pianto.
Questo silenzio e questo sguardo sono nuovi, non li riconosco.

È ancora troppo piccolo per divertirsi, niente slittino, ma credo già abbastanza grande per rimanere estasiato da un nuovo paesaggio.
Solo una giornata di neve e nubi, infatti, può verniciare di bianco il cielo e la terra in modo così uniforme.

Cosa starà pensando Peter? 

  1. Chi ha buttato il latte in polvere sulle colline?
  2. Qualcuno si è mangiato la mia erba.
  3. Quindi l’erba verde cresce sopra la neve bianca.
  4. Ma chi ha detto che i bambini non sentono il freddo?
  5. E voi, mamma e papà, volete venire a vivere qua?
  6. Mi ricorda quella volta in aereo, sopra le nuvole gonfie e rotonde.
  7. Bob, slittino, discesoni. Quando?

 

Siamo onesti Peter, questa è già la seconda volta che vedi la neve.
La prima è stata al Baby Carneval Party parigino, e qui lo raccontiamo.

Baby Carneval de Paris

castello

Ci eravamo quasi dimenticati del carnevale, dicevamo poc’anzi. Ma fortunatamente i nostri amici bielo – thai ci hanno salvato invitandoci alla loro festa a Parigi.

Ogni bimbo sogna una festa di compleanno a Carnevale insieme Super power. O forse no. Ad ogni modo così é stato: un baby birthday carneval party al di là della nostra immaginazione.

Cavalieri corazzati che proteggevano il festeggiato, fatine russe che brillavano di magia pura e stregonerie di ogni genere. Tutto era reale, in entrambi i sensi, all’interno del castello settecentesco dove siamo stati prigionieri lusingati per due giorni.

Probabilmente per i bambini una festa di compleanno nel cortiletto dietro casa, o alla peggio da McDonald, sarebbe stata ugualmente magica. Per questa volta Il vero sogno l’abbiamo vissuto noi, mamma e papà.

Un carnevale multietnico

Ho sempre sognato di diventare cittadino del mondo, e auguro a Pietro di capirne l’importanza. Forse però questa volta abbiamo esagerato. L’allegra compagnia di furfanti bambinosi era così formata:

  • 1 festeggiato bielo-thailendese che vive a Parigi
  • 2 biondissime sorelline anglo-russe
  • 1 bimba bielo – milanese di gran classe
  • 1 monello cino-scozzese di 5 anni che voleva volare
  • 1 bimbo tedesco-cinese di un’eleganza e precisione svizzera (avrà sicuro i nonni a Zurigo)
  • 1 Pietro, che comunque è bielo-bolognese e sorride in tutte le lingue e linguacce del mondo

Io almeno questi ricordo.
Insomma, sentir parlare per tutto il weekend in russo, cinese, inglese, thailandese, italiano, tedesco, francese mi ha stravolto l’area di Broca.
Bambini e bambine, mandorlini e ricciolette con una manciata di anni a testolina, saltellavano felici tra un bolscevico harasho, un cinese ni hao e il classico hello.

Non vi dico la bellezza dei lineamenti, le esplosioni di tratti somatici, la bizzarria fisiognomica: il melting pot è sempre il mio piatto preferitoPeccato non poter mostrare, giustamente, foto di bimbi altrui. Perché? Leggi qui.

 

Questione di punti di vista

Proprio vero, bisogna calarsi nella parte, immedesimarsi, provare a capire come si sente il nostro interlocutore. Nel mio caso il baby datore di lavoro Peter.
Non ricordo da quale libro, corso, blog o puntata dei Simpson arrivasse questo consiglio — oltre che dal buonsenso e da una briciola di empatia.
#consiglio : chinarsi e seguire il bimbo nei suoi spostamenti, mantenendosi alla sua altezza.

Incredibile quante cose si vedono diverse a gattoni. In certi individui poi crea dipendenza, tipo me. Si inizia per seguire il piccolino nei suo zampettare a quattro arti motrici, ci si prende gusto guardando caviglie e non ci si rialza più.
Intanto noto che le scarpe delle invitate maggiorenni hanno dettagli impercettibili, si muovono freneticamente e sono spesso appuntite al limite del tagliente; quindi pericolose.
Gli uomini invece, tendono a stare più alla larga da bimbi ruspanti, come se la ferita di una sciabolata materna per aver malauguratamente pestato un ditino del proprio piccolo, fosse ancora dolorante.

Il gran finale

Ore bellissime quelle a gattoni, poi la torta, le canzoncine e gli ultimi sketch dell’animazione venuta direttamente da San Pietroburgo — pare che le migliori scuole di enfant cabaret siano lì.

Prima della cena, i cuccioli di uomo vengono rapiti e portati dalle babysitter presso la Maison dei Piccoli, finissima dependance a lato del castello, dove si è pensato bene di isolare acusticamente le famiglie infette dal virus parentale. L’idea non è male, raccoglierebbe i favori dei miei vicini. Ma, eine moment, non era una festa per bambini??

Ora, escludendo mia sorella e qualche zia, non ci è mai capitato in 9 mesi di lasciare Peter in giro senza di noi. Ma lo Champagne e i trenta Macarons ci intorpidiscono la mente e acconsentiamo.
Mia moglie Masha pasteggia a calici di sensi di colpa e foie gras di rimorso.

Tutto bene, non temete.
Ho visto balie filippine battere il mio record di Peter-risate sia nella categoria potenza massima che lunga durata. E quella ucraina volere bene a tutti e tre nonostante ci conoscesse da poche ore.
Insomma tutte donne con grandi capacità e voglia di avere cura dei bambini.
Di uomini indaffarati con i propri figli, invece e purtroppo, ne ho visti pochi ; – (

Le conseguenze del Carnevale

Che fossimo nelle vicinanze del Carnevale ce n’eravamo accorti.
Anche se Peter non dovrebbe distinguere ancora la Pasqua dal Natale. O forse sì? Ad ogni modo quelli che si sono persi le stagioni mondane, perché quelle meteorologiche le seguiamo come girasoli, siamo noi Mamma e Papà.

Dunque, nonostante il nostro Epic Fail nel preparare feste, travestimenti e sfrappole (dolce tipico carnevalesco-bolognese), abbiamo avuto fortuna.
Qualcuno ha pensato a noi.

Siamo stati invitati a una festa di carnevale – compleanno dress code fiabesco cavalleresco a Parigi da amici bielo – thailandesi. I nostri costumi non ve li sveliamo perché non meritevoli di nota.
Speriamo di non fare brutta figura e puntiamo tutto su Peter, con il suo travestimento da baby trolley.

Questo castello ci aspetta.

Oggi nasce Dandy Daddy

me_bianconero

Oggi inizio a scrivere.
E c’è un motivo:

Ho deciso di fermarmi un attimo dal quotidiano 8×5, approfondire senza ansie le mie passioni, dedicare il tempo a mia disposizione a chi mi circonda, in particolare alla famiglia, a mio figlio.

Sono Padre, Marito, Musicista, Viaggiatore e tra qualche mese ex Sales Manager informatico. Ma ora ho una sola idea in testa: cambiare radicalmente il mio modo di vivere.

Tutti attorno sono già preoccupatissimi  ; – )

Il cielo sotto Colonia

Colonia, 18 Agosto 2017.
Peter, 10 Maggio 2017, 3 mesi e 8 giorni.
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Il nostro primo viaggio insieme, alla ricerca del fresco, nasce con la scusa di essere i più giovani testimoni di un matrimonio tedesco.
Peter non ricorderà nulla, ma si porterà dentro il profumo di wrustel al curry e dei prati di giunchiglia.

La prima festa d’Estate

Ehi tu cosa mi guardi?
Che cosa pensi, perché non parli?
Fai solo versi come Leopardi,
strilli e comandi come i gendarmi.
La mamma è vigile nei tuoi riguardi,
ma io ripenso al primo party,
la prima festa lassù in collina,
a bordo vasca, nella piscina.
L’estate è lesta, scompare prima,
si brucia in fretta, è diavolina,
ma io saprò dove cullarti,
dove giocare o rinfrescarti,
tra qualche luna, tra qualche mese,
quando quest’anno sarà a due/quarti,
e sull’amaca o sullo sdraio,
dietro una siepe, in mezzo al prato,
sarà la prima festa d’estate
che tutt’inverno abbiam sognato.